Vogliamo ricordare Paolo Greco, che del Liceo Gargallo fu Preside tra il 1992 e il 1997, con le parole di Mario Blancato, che fu suo amico e collaboratore. La comunità scolastica si unisce al dolore della famiglia, e farà la sua parte perché la figura di Paolo resti nella memoria collettiva della città e del mondo della scuola, in cui spese tante energie. 

 

In memoria di Paolo Greco, preside severo, ma capo d’istituto
formidabile.
Ricordare o riannodare i fili della memoria per evidenziare l’opera e l’attività di Paolo
Greco, anche solo come Capo d’Istituto, è un’impresa difficile in generale, e nel caso
specifico, con il rischio dell’incomprensione o della banalità. Sarebbe come fare una
semplice sintesi delle ricchissime varietà delle piante, dei fiori, degli alberi, degli animali
dell’immensa Amazzonia.
Ci provo io, che penso di esserne stato la persona più vicina a lui, sia in campo scolastico
che politico.
Paolo è venuto a dirigere il Liceo (il vecchio Liceo dell’oratorio della congregazione di S.
Filippo Neri, di via Gargallo, liceo dal 1865) negli anni 1992 - 1997; cinque anni, che hanno
permesso all’istituto di svolgere un ‘intensa attività culturale, non solo per il rapporto
rinnovato con le famiglie degli studenti, ma soprattutto per la molteplicità delle attività di
ricerca e di studio e per le innovazioni, anche metodologiche, apportate
nell’insegnamento. Il carattere poliedrico di Paolo ha permesso di riallacciare il contatto
con tutte le caratteristiche della modernità, anche per il suo carattere aperto ad ogni
novità, che comportasse iniziative concrete e sbocchi sicuri di crescita degli studenti.
Il suo dinamismo, la sua immensa carica di conoscenze storiche e filosofiche, la sua
utopia di creare una nuova classe dirigente, liberale e con i tratti della tolleranza e del
rispetto civico, la sua formazione, potremmo definirla, mazziniana e repubblicana hanno
fatto di lui un personaggio quasi ‘mitico’, un grande uomo di cultura, che ha messo a
disposizione dei cittadini più deboli e più bisognosi. Paolo è stato un ribelle contro le
mistificazioni della falsa società civile, contro i prepotenti. Persona laica, profondamente
laica e allo stesso tempo, molto religioso nel rispetto delle persone e dei loro diritti,
rispettoso della dignità umana.
Odi profanum vulgus et arceo, la massima oraziana era usata da lui solo perché
disprezzava, fino all’insolenza, l’ignoranza e la presunzione di politicanti e di mestieranti
della politica. A tutti noi ha dato un grande esempio: quello di stare dentro le regole,
combattere e lottare contro le mistificazioni, avere al centro del proprio interesse le
aspettative culturali dei ragazzi, che con tanto amore, ci venivano assegnati dalle famiglie
siracusane. Il Liceo con lui è tornato a splendere, partecipando al teatro greco di Palazzolo
alla rassegna delle tragedie greche che le nostre ragazze e ragazzi preparavano con
abnegazione impressionate, con le gite scolastiche, sempre finalizzate alla crescita
culturale, con le assemblee, ricche di contenuti e di idee.
Una cosa mi è rimasta impressa: conosceva quasi tutti i ragazzi per nome e cognome, di
ognuno di loro sapeva e seguiva il percorso scolastico, non solo, ma anche quello umano.
Con la perdita di Paolo, maestro e compagno di studi e di cultura, ci sentiamo sicuramente
tutti più poveri, spogliati di parte di noi. Ciao, Paolo, che la terra ti sia lieve.

Mario Blancato